Itinerari


  • Change Consorzio NI Hotels, Il Lago di Garda di Goethe

    “In Italia! In Italia! Parigi sarà la mia scuola. Roma sarà la mia università.”  Così scriveva Goethe (1749-1832) prima di partire per quel viaggio nel nostro paese che sognava da anni. Lo percorse in lungo e in largo, dal Trentino alla Sicilia e sull esperienza che fu per lui indimenticabile scrisse l opera più famosa tra tutte “Viaggio in Italia” pubblicata tra il 1816 e il 1829.
    Il Viaggio in Italia occupa una posizione decisamente singolare nella produzione goethiana in prosa. Quando il 3 settembre 1786 lasciò di nascosto Carisbad, Goethe non partiva alla ricerca di nuove emozioni ed esperienze mondane, ma alla riconquista di sé stesso e della propria individualità artistica, assopitasi dopo undici anni trascorsi a Weimar al Servizio del principe Carlo Augusto di Sassonia. Era già celebre autore in Italia e per questo motivo scelse di viaggiare sotto mentite spoglie con il nome di “Sig. Moeller” e non si paleserà che ad alcuni sotto la sua vera identità.
    Goethe scrisse:
    (…) Parliamo ora del mio viaggio in barca che finì felicemente, dopo che i miei occhi si erano rallegrati al magnifico giuoco delle acque, e all incantevole riviera bresciana. Nella parte occidentale, là dove il monte cessa di essere ripido e la contrada declina mollemente verso il lago, giacciono, tutti in una distanza di un ora e mezzo, Garignano, Bojaco, Cecina, Toscolano, Maderno, Ferdom, Salò, tutti distendentisi in lunghezza. (…) Sembra che le antichissime acque abbiano qui operato dalle due parti, formando questo colossale argine silicico che in epoche poi più tranquille si trasformò in un terreno fertilissimo, il quale però richiede dall agricoltore una continua cura, fabbricando muri e coltivando a ripiani sovrapposti. A questa altezza, per mancanza di umidità, i gelsi non prosperano, e sarebbe vano cercare sorgenti.
    Nessuna parola è sufficiente a descrivere la magnificenza della contrada che si apre davanti agli occhi a mano a mano che si sale. E un ampio giardino, dell ampiezza di varie miglia che giace ai piedi di rocce e di montagne scoscese. (…) Sul Lago di Garda vidi gli abitanti di carnagione assai bruna, senza traccia di rosso nelle guance, ma sani e d aspetto fresco ed agiato. Forse la ragione di ciò sta nei raggi caldi del sole, a cui essi sono esposti ai piedi delle loro rocce.

    Fonte: il viaggio in Italia di Goethe (1786-1788)

     

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  • Change Consorzio NI Hotels, Itinerari romantici ad Alassio

    Alassio è città degli innamorati fin dalle sue origini.

    Una antica leggenda narra, infatti, che qualche secolo prima dell’anno Mille, Adelasia, figlia di Ottone I di Sassonia, Imperatore del Sacro Romano Impero, amasse Aleramo un giovane coppiere di corte e che l’Imperatore non fosse contento di questo amore così poco regale.

    I due innamorati, fuggiti insieme dalle regioni della Germania, dopo essersi uniti in matrimonio, posero la loro dimora alle falde del monte Tirasso. La loro misera esistenza di carbonai si concluse quando l’imperatore, scese in Italia a combattere contro i Saraceni, e Aleramo, insieme ai suoi figli, combatté da valoroso nell’esercito imperiale.
    Nel luogo dove Adelasia e Aleramo si erano stabiliti sorse poi una città, che in onore della principessa fu chiamata Alaxia, in seguito Alassio.

    Alassio, unica città in Italia che può fregiarsi del marchio città degli innamorati, e a ricordarlo c’è il Muretto con la celebre opera Les amoureux di Raymond Peynet, la statua in bronzo degli “Innamorati” di Eros Pellini, le Cicogne di acciaio di Mastroianni e la cassetta della posta del concorso ‘La più bella lettera d’amore’, che per il 14 febbraio si riempie di lettere e di poesie d’amore provenienti da tutta Europa.

    Alassio propone agli innamorati tre passeggiate in un’atmosfera romantica a contatto con la natura:

    - La “porta del Paradiso”: da Santa Croce a S. Anna ai Monti Santa Croce, proprio nel punto dove la strada romana si affaccia sul golfo di Alassio, con la chiesetta abbarbicata alle rocce dello strapiombo. Per godere di questo paradiso basta scendere i pochi gradini che portano alle terrazze e affacciarsi su un panorama mozzafiato.

    Vale la pena anche oltrepassare quell’arco in pietra di Santa Croce e percorrere un tratto di quella via Iulia Augusta che da oltre duemila anni è stata percorsa da gente comune, personaggi famosi, mercanti e pellegrini. In breve si arriva in un altra località suggestiva, la chiesina di S. Anna ai Monti, incastonata nella ripida valletta. In un luogo così delizioso come non ricordare la leggenda dei due innamorati più cari agli alassini, quella di Aleramo e di Adelasia, che vi trovarono rifugio per poter coronare il loro sogno d’amore.

    - La Cappelletta, la natura e il mare: è uno spettacolo della natura quello che si offre alla vista di chi giunge alla cappella votiva ai Caduti del mare, la Cappelletta all’ingresso del porto di Alassio. Occorre però essere puntuali all’appuntamento. Il sipario si alza a luglio e nei primi giorni di agosto fra le 21.00 e le 21.30.
    A levante, sullo sfondo c’è l’isola Gallinara, il porto con i suoi giochi di luce ed ombre e con lo sciaguattare delle imbarcazioni.
    A ponente si può abbracciare con uno sguardo l’ampio golfo con le case che vi si specchiano, con tutte le luci multicolori che ne fanno un paesaggio da fiaba e tutt’intorno l’arco delle colline, rese già corpose e scure dalla notte. Ed ecco che al silenzio raccolto della piccola chiesa fa eco il felice stridio dei rondoni che giungono in volo dalla collina o dal mare. È una festa gioiosa, piena di vitalità, poi, improvvisamente tutto tace, le rondini cessano di colpo di librarsi nel cielo. Sul mare la luna piena, ancora vestita di porpora, tinge di rosso e d’argento la superficie dell’acqua, come un pittore invisibile, che dopo aver compiuto ogni sera il suo quadro, soddisfatto e felice, risciacqui nel grande bacino del golfo i suoi arcani pennelli, per stemperare in esso i tanti colori.

    - Il Santuario della Madonna della Guardia: risalire lungo il tortuoso nastro della strada collinare per il Santuario della Madonna della Guardia, in un giorno di primavera e di sole, è sempre una inesprimibile gioia, se lungo il percorso, sia che si scelga l’auto o che si voglia fare una passeggiata a piedi (in poco più di un’ora di cammino), ci si concedono alcune soste per fissare lo spettacolo paesaggistico.

    Volgendo lo sguardo verso il mare, Alassio appare in tutta la smagliante bellezza del golfo: il pendio, le ville, i fiori, i dorsali che scendono al mare, l orlo della costa, il T maiuscolo del molo nel centro della spiaggia, e poi il cielo così azzurro, i giochi ed il riverbero del sole sulle gradazioni del verde delle colline, sul rosso dei tetti, sul bianco delle case.
    In primavera, poi, è tutta una festa di fiori azzurri, gialli, bianchi, rossi e color vino e la brezza porta alle nari il profumo dei fiori dell’acacia e delle ginestre.

    Quando si giunge, infine sulla cima del Tirasso, dove sorge il Santuario dedicato alla Madonna della Guardia, lo sguardo si perde nuovamente su altri spettacoli indescrivibili. Vivere un’ora lassù, sulla vetta del colle, è come vivere in un sogno è come se si dominasse dall alto il piccolo mondo circostante.

    Alassio
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